Si sa, al giorno d’oggi un web designer freelance deve sapersi arrangiare a fare un po’ di tutto: progettazione grafica di layout belli e funzionali, logo design, sviluppo front-end, un po’ di programmazione, un po’ di grafica “cartacea”, seo, web marketing, conoscenza approfondita delle dinamiche 2.0, e via dicendo.
Di certo la “tuttologia” non è una buona pratica. Quando il budget del progetto a cui stiamo lavorando lo permette è sempre bene collaborare con colleghi più ferrati di noi lì dove le nostre competenze vacillano.
Ad esempio io sono una schiappa con la programmazione, quando un progetto richiede anche solo un minimo di php delego la parte di lavoro incriminata ad un bravo developer. In questo modo evito di impazzire, offro al cliente un prodotto finito di qualità, e faccio circolare la moneta.
Purtroppo però un web designer freelance non può permettersi di delegare a colleghi più esperti ogni parte del lavoro che non rientri nelle proprie competenze “standard”, ossia progettazione grafica più sviluppo in html/css.
Altrimenti non saremmo freelance ma web agency.
L’arte dell’arrangiarsi
Una mia vecchia amica sosteneva che nella giungla selvaggia che è il mondo attuale, riesce a sopravvivere bene soltanto chi sa fare dell’arrangiarsi un’arte.
La sua visione dell’”arrangiarsi” consisteva nello spremere fino all’osso le nostre capacità, e reinventarsi giorno dopo giorno. Avere sempre un piano B, e tirar fuori da quel grande cappello magico che è il nostro cervello la soluzione giusta per ogni situazione.
Se provassimo ad applicare questo aneddoto al nostro lavoro di tutti i giorni, ci stupiremo nel constatare quante cose siamo capaci di fare sfruttando al massimo il nostro bagaglio di competenze con un pizzico di fantasia.
La mia esperienza
Da quando è nato questo blog, la maggior parte dei siti che realizzo sono e-commerce.
Un cliente che deve realizzare un sito di vendita, molto probabilmente avrà bisogno anche di materiale cartaceo promozionale (volantini, brochure, ecc..) e di materiale per incartare ed impacchettare i propri prodotti.
E naturalmente gradirà che tutto l’ambaradan sia in linea con la grafica del sito.
Le prime volte non mi sfiorava nemmeno lontanamente l’idea che potessi essere io in prima persona ad occuparmi certe cose, quindi inviavo il psd del layout al grafico di turno e lasciavo che fosse lui ad occuparsi di tutto il lavoro cartaceo, mentre io mettevo in codice il sito.
Poi, un po’ a causa di lavori indegni che mi son vergognata come un verme di presentare al cliente, e un po’ perché (detto tra noi) delega qui delega lì la paga si dimezzava, ho capito che era giunta l’ora di reinventasi e mettere in pratica l’arte dell’arrangiarsi.
Ho iniziato a studiare InDesign e tecniche d’impaginazione, e posso affermare che ora come ora sono in grado di produrre volantini e brochure di tutto rispetto.
E poi, vuoi mettere la soddisfazione di curare il lavoro dall’inizio alla fine!
Il problema restava il packaging, che continuava ad apparirmi un’entità oscura e lontana anni luce dalle mie competenze.
Il packaging
Il packaging design è un argomento complesso e delicato.
Come il layout di un sito web è l’involucro che deve rendere appetibili i contenuti, attirare l’attenzione dell’utente ed invogliarlo a proseguire nella navigazione, così il packaging è l’involucro che deve rendere appetibile un prodotto, attirare l’attenzione dell’acquirente ed indurlo all’acquisto.
Ci sono figure professionali che si occupano esclusivamente di progettare packaging.
Queste figure professionali realizzano packaging meravigliosi, che quando li guardi non puoi fare a meno di strabuzzare gli occhi ed esclamare “Wooooow!”.
Ma dietro quel “Woooow!” c’è uno studio che va dall’analisi di mercato alla psicologia, oltre ad una conoscenza approfondita della grafica.
Nella maggior parte dei casi, però, il cliente che si rivolge ad un web designer freelance non può permettersi una simile figura professionale, altrimenti si sarebbe rivolto ad una grande web agency.
Il nostro cliente ci chiede di curare la comunicazione della sua azienda, mantenendo naturalmente un profilo più basso rispetto ad una super multinazionale, tuttavia creando qualcosa di carino, gradevole ed efficace.
Noi abbiamo tutte le carte in tavola per accontentarlo: se abbiamo una buona padronanza dei programmi di grafica, una discreta dose di creatività, ed una conoscenza approfondita delle basi della grafica (tipografia, teoria del colore, ecc..), possiamo provare a creare un packaging semplice ed efficace coordinato alla grafica del sito.
Ispirazione
Come per la creazione di sti web, loghi, volantini, brochure, e tutto ciò che concerne la realizzazione di progetti grafici, anche per il packaging design la migliore palestra è la ricerca costante di ispirazione.
Per questo ho deciso di introdurre una nuova rubrica dedicata al packaging creativo in cui, con cadenza mensile, analizzeremo showcase tematici di packaging creativi da cui prendere ispirazione, e case history di siti web più packaging coordinati che hanno riscosso un discreto successo.
Per essere sempre aggiornato e trovare spunti interessanti ti consiglio questa board su Pinterest: si tratta di una board condivisa in cui più di 300 persone (tra cui la sottoscritta) postano giornalmente i packaging più interessanti in cui si imbattono. Ad oggi sono presenti oltre 7mila pins.
Ti invito a vistare anche la mia board personale in cui seleziono i packaging creativi che preferisco.
Showcase
Ecco qui 15 packaging creativi, di grande impatto estetico, che potrebbero essere realizzati benissimo sfruttando al massimo le competenze di un web designer, con molto impegno e una certa dose di creatività.
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andrea
Interessante, mi stuzzica inventarmi
qualcosa. ;-)
Mauro
Davvero un ottimo articolo e grazie per la segnalazione della board, capita a pennello per un lavoro che sto per realizzare.